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Addio alle compact cassette

Addio alle compact cassette

Prima o poi doveva succedere. Come già avvenuto per il videoregistratore, anche i registratori a cassette e le cassette audio (Compact Cassette questo il loro nome) stanno per uscire dal mercato. Ne parla la BBC, annunciando che la catena di elettronica di consumo inglese Currys ha dichiarato che cesserà di offrirle per la vendita. Un’altra catena analoga, Dixons, aveva già ritirato dal mercato i videoregistratori alla fine del 2004.
Le vendite delle cassette sono precipitate: Currys ha dichiarato 100.000 nastri venduti in tutto il 2006, contro 83 milioni nel 1989. Del resto, con i lettori e registratori MP3 che possono contenere l’equivalente di mille e più audiocassette, ormai non c’è più competizione.

 

 

Addio, dunque, vecchia cara audiocassetta. Quarant’anni di servizio sono un’eternità, rispetto ai DVD, introdotti nel 1997 e già in via di sostituzione con Blu-Ray. Ma prima di congedarci da quest’oggetto che ha ridefinito la fruizione della musica nel corso di oltre quarant’anni (la prima cassetta è del 1963), ripercorriamo le tappe della sua evoluzione con l’aiuto di Wikipedia. E mi raccomando: riversate su altri supporti le vostre audiocassette prima che sia troppo tardi, sia perché sono scomparsi i lettori, sia perché i nastri invecchiano e si decompongono.

  • 1963: la Philips introduce il formato Compact Cassette. In un raro momento di lungimiranza, la Philips decide di non chiedere royalty per l’uso del formato, per cui chiunque può fabbricare audiocassette. Questa decisione garantisce il successo del formato rispetto ai concorrenti.
  • 1971: arriva l’alta fedeltà, con l’introduzione del sistema di riduzione del fruscio Dolby B e dei nastri al cromo (CrO2).
  • negli anni precedenti all’ascesa dell’Ayatollah Khomeini, l’audiocassetta diventa il principale mezzo di diffusione clandestina dei suoi sermoni: è facile da duplicare, pratica e leggera, e i riproduttori portatili costano pochissimo.
  • 1973: il Nakamichi 1000 è il primo registratore a cassette ad alta fedeltà.
  • 1979: la Sony presenta il Walkman, lettore di audiocassette portatile con cuffietta. Diventa in un battibaleno lo status symbol di una generazione. Il Walkman Pro, WM-D6C, modello in grado di registrare in alta fedeltà, resta in produzione per vent’anni.
  • 1979: la Tascam introduce il Portastudio, registratore da studio a quattro tracce basato su audiocassetta: una sola direzione di lettura, quattro tracce riregistrabili indipendentemente. Nasce un nuovo modo di creare musica professionalmente a costi accettabili dalla maggior parte delle band amatoriali.
  • 1980: le case discografiche avviano campagne contro la pirateria su audiocassetta, accusata di “uccidere la musica”. Dove l’ho già sentita questa storia?
  • primi anni Ottanta: il boom dei computer domestici, con nomi diventati mitici come Sinclair Spectrum e Commodore 64, si basa in gran parte sull’uso delle audiocassette come sistema di registrazione dei dati e dei programmi (anche il primo PC IBM aveva una porta per audiocassette). L’arrivo dei floppy e dei dischi rigidi nel mercato consumer, a metà degli anni Ottanta, pose fine a questo utilizzo.
  • anni Novanta: inizia il declino. Arriva il CD, che pur non essendo registrabile spodesta l’audiocassetta come componente dell’hifi domestico. La cassetta resiste però nel mercato delle autoradio, perché i primi lettori CD avevano il problema di “saltare” al minimo scossone ed erano molto sensibili al calore e alla polvere. Ma ben presto anche questi problemi vengono risolti, ed è la fine.
Bizzarri Impianti

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