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la presa scart

la presa scart

Con SCART si intende in genere sia il cavo SCART che la presa SCART, sebbene ovviamente in certi casi sia necessario specificare di cosa si stia parlando, ai fini della chiarezza del discorso.

La presa SCART è un particolare tipo di connettore utilizzato nei televisori e negli apparecchi che ad esso devono essere collegati, come videoregistratori, decoder, Lettori DVD e DVD-recorder.

La presa è dotata di 20 piedini (detti anche poli o “pin”), ognuno dei quali veicola un segnale elettrico analogico, che può uscire o entrare nella presa SCART. Il bordo metallico della presa e del cavo che ad essa si connette funge da ventunesimo contatto, e veicola la massa della schermatura.

Il connettore  nasce come un tentativo di formare  un’ unica “porta” del televisore verso  servizi diversi: videoregistratore, sintonizzatore per satellite, centraline, ecc.
Purtroppo non è un connettore privo di difetti.
Per il collegamento con più apparecchi può essere necessario un commutatore.
Ma in certi casi “attingendo” ai  singoli piedini si possono collegare più apparecchi ad una sola presa.

Nel corso dell’84 (ormai quasii trenta anni fa) vi fu un decreto dell’allora ministro Gava, che impose su tutti i televisori e videoregistratori importati in Italia la presenza del connettore SCART, detto anche “Euro”. L’eccezione riguardava solo i televisori più piccoli (dai 14″ compresi in giù) su cui era ed è del tutto facoltativa.
Quel decreto recepiva un accordo internazionale, siglato a livello europeo, su un connettore che potesse servire per le connessioni video di ogni tipo: dai segali digitali a quelli in videofrequenza, dai segnali RGB a quelli videocompositi.
Quel connettore, a chi scrive, pare proprio un’occasione mancata. Innanzitutto, perché si tratta di un oggetto relativamente costoso e scomodo, troppo poco flessibile e troppo ingombrante. A questo mondo c’è di meglio anche come flessibilità, comodità e sicurezza di funzionamento. Una bella fila di connettori separati (come i plug audio) avrebbe conferito una flessibilità enorme: si sarebbe ad esempio potuto collegare solo l’audio con il connettore del video, eccetera. Si notò in breve tempo la scarsa lungimiranza dei progettisti di questo connettore: di lì a poco -quando comparve il Super-VHS) ci si rese conto che si doveva già ricorrere ad espedienti tanto strampalati, che oggi i TV e i videoregistratori “Super” adottano un connettore in più. Con buona pace dello SCART. Ci si accorse ancora una volta che la tecnologia video abita altrove, al di fuori dell’Europa e al di fuori dei decreti governativi correlati. C’è da dire che questo infelice connettore non ebbe l’attenzione che si meritava neanche da parte dei costruttori: sarebbe stato bene pensare di dotarlo di una serie di comandi supplementari, ad esempio di quelli necessari al funzionamento delle centraline di montaggio, con duplicazione dei comandi inviati di solito dai codici ad infrarosso dei vari telecomandi. Ma qui si entra in un campo dove nessuno si è preoccupato troppo delle esigenze dell’utente, o per lo meno si entra in un settore dove il cammino e in salita per un sacco di motivi.
Uno degli svantaggi di questo connettore è senza dubbio la sua dimensione eccessiva, e vi porto un esempio di come questo aspetto a prima vista trascurabile diviene dominante: ve lo immaginate montato su una videocamera? Oggi si sta a calibrare il centimetro cubo occupato dal tamburo rotante o dai meccanismi essenziali, immaginate voi mettere dentro un connettore che occupa un bel pezzo di videocamera!
Se queste grandi dimensioni lo rendessero almeno flessibile e modificabile con facilità, pazienza. Ma effettuare le saldature a stagno sui suoi contatti non è più agevole che su altri connettori più piccoli.
Una volta presa visione di tutti i suoi limiti, è opportuno guardarlo un po’ da vicino per vedere se lo si può sfruttare un po’ meglio di quanto si fa normalmente.
Il connettore SCART ha la serie di contatti descritti brevemente nella figura quì sopra. Conoscere questi contatti è abbastanza utile a chi ha un minimo di pratica con il bricolage, perché gli permette di accedere direttamente a dei segnali che possono essere abbastanza utili in diverse circostanze.

Ad esempio, abbiamo ormai detto più e più volte che seguire un buon programma con un audio migliorato è molto più coinvolgente, che farlo con l’audio che arriva dai soliti altoparlantini del TV. Se si vuol “prendere” il segnale audio da inviare all’amplficatore audio, ecco che si può costruire  (o cercare sul mercato) un cavo che abbia da una parte i soliti plug audio e dall’altra tre contatti che entrano nei fori 1, 3 e 18.

Bizzarri Impianti

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